Lettera

iKairos.
Insieme, tutto un altro tempo.

Scendiamo su questa terra con dei doni.

Il primo, il più grande e prezioso, siamo noi per noi stessi e quella voce interiore che ognuno ha, a cui si aggiunge il dovere e il diritto di dare suono, di dare esistenza nel mondo.

Il secondo sono gli altri, le persone care, i compagni di viaggio che ci troviamo accanto.

Il terzo dono, che dà una condizione al godere dei primi due, è il tempo. Un tempo. Il nostro tempo.

E mentre cominciamo a prendere dimestichezza con noi stessi , con gli altri e con il tempo che scorre, scopriamo delle cose.
Scopriamo che si, siamo nati, ma che così non siamo finché non faremo nascere noi stessi: la nostra unicità, la nostra specialità, la nostra diversità.

Scopriamo poi che il tempo è un concetto umano legato alla finitudine, ma anche no.

iKairos nasce dalla consapevolezza di quell’anche no.

I Greci lo sapevano bene che ci sono tanti tipi di tempo, nel tempo della vita umana.
Kairos è il tempo di qualità, è il tempo di mezzo, diversamente da kronos, il tempo che scorre e su cui poco possiamo fare.

Possiamo invece scegliere i nostri kairos, nel nostro kronos.
Possiamo scegliere di vivere il tempo che per noi ha significato, che per noi dà un senso, che dà il senso alla nostra nascita nel nostro tempo.

Scrive Thomas Merton: “il tempo galoppa, la vita ci sfugge tra le mani, ma ci può sfuggire come sabbia oppure come semente…”

Per iKairos, kairos è il tempo delle relazioni, il tempo dato agli altri e ricevuto dagli altri, il tempo condiviso, il tempo dell’incontro, il tempo che lascia il segno, che vince la finitudine, che ci rende eterni.

Come capita ad ognuno di noi, ho conosciuto tante persone.
Ho avuto la fortuna e il privilegio di toccare con mano il miracolo dell’incontro, del confronto, della sofferenza, del cambiamento.
Ho visto persone in gamba crollare per una delusione, e persone apparentemente fragili, scoprire di avere energie e valori straordinari.

Ho chiesto migliaia di volte:
Cosa cerchi? Cosa ti aiuta ad andare avanti? Cosa può dare senso alla tua vita?
Le risposte sono diverse, uniche, bellissime.
Ma hanno quasi tutto un comune denominatore.
Io. E gli altri.
I miei genitori, i miei figli, i miei amici, i miei colleghi, i miei capi, i miei vicini…

Come si può essere felici nella propria e nella diversità degli altri?
Come si può godere della diversità e non esserne schiacciati?
Come si può trasformare la relazione con gli altri in una forza, in una risorsa, in un valore?

Insieme a Silvia, mia moglie, e a tanti altri amici, abbiamo deciso di dare senso al nostro desiderio di fare, di far accadere, di sviluppare altruismo concretamente, attraverso il mentoring.
Il 1° giugno 2016, è nata l’Associazione iKairos.
Sarà una piattaforma di incontro in cui ognuno, formandosi e allenandosi, potrà diventare riferimento per sé e, poi, per gli altri.

Scrive George Orwell: “Non è tanto importante restare vivi, ma restare umani che è importante. Ciò che conta è non tradirci a vicenda”.

Buon viaggio, insieme.

Amministratore Rete
iKairos. Insieme, tutto un altro tempo. Scendiamo su questa terra con dei doni. Il primo, il più grande e prezioso, siamo noi per noi stessi e quella voce interiore che ognuno ha, ...
2 Comments
  1. Letizia Cherri 21:59 / 16 Luglio 2016 - Reply

    In questa nostra società dominata da un Kronos tiranno, incontrare iKairos è all’inizio stupore: com’è possibile che qualcuno ti cerca per donarti il suo tempo, per arricchirti e sostenerti?
    Subito dopo il desiderio di esserci pur temendo di non essere all’altezza.
    E allora vorrei provare ad allenarmi con voi, a trovare il mio tempo di mezzo e a donarlo .
    Grazie mille

  2. giuseppe 11:41 / 29 Luglio 2016 - Reply

    Salve a tutti gli amici di iKairos.
    Ho aderito con immenso piacere e autentica convinzione a questa suggestiva iniziativa di Ruggero e Silvia, che smuove e sollecita ambiti valoriali che delineano un percorso non scontato per i nostri flussi di coscienza, talvolta sopiti.
    Il rischio di diventare nulla di più di quello che meccanicisticamente “facciamo” durante le nostre ponderose e spesso alienanti giornate, impone un sussulto interiore, che ci porti verso il recupero del “tempo di qualità”. E questo implica la ricerca di un capitale umano che sia in sintonia intellettuale e motovazionale. Non facile!
    Credo quindi che si abbia, tutti noi, il privilegio di essere testimoni ed al tempo protagonisti del varo di una grande operazione culturale e relazionale, che migliorerà il nostro “tempo”, ed alla fine … noi stessi!
    Un caro saluto a tutti.
    Giuseppe Melone

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