Chi siamo

> IL CONSIGLIO DIRETTIVO DI IKAIROS

“La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota” Michael Althsuler

Chi siamo

Siamo amici.
Tra le cose che abbiamo in comune, la convinzione che ognuno realizzi naturalmente se stesso nella relazione con gli altri e che la qualità di vita sia effetto anche del valore dei legami interpersonali.

Siamo fortemente persuasi che coltivare rapporti in modo etico, consapevole e rispettoso, sia l’opportunità per potenziare noi stessi, liberare energie e creatività, ed avvicinarci alla comprensione del significato più autentico della nostra esistenza.

Per effetto di questo presupposto, siamo interessati al cambiamento inteso come capacità di superare la limitatezza del punto di vista di ciascuno per aprirsi ad una percezione diversa ed altruistica di noi stessi e del mondo.

Investiamo tempo, energie ed entusiasmo nel confronto fra di noi appassionati a questo tema. Cosi nasce e si sviluppa iKairos, un’Associazione di promozione sociale presente su tutto il territorio nazionale e con sede a Roma.

Perchè iKAIROS

Per gli antichi Greci Kairos è il tempo giusto, quello opportuno, quello indeterminato e indefinito in cui ci accade qualcosa di speciale.
Laddove Aion è l’eternità e Kronos il tempo che scorre e si consuma, Kairos è il tempo propizio, il tempo di valore, l’occasione da cogliere nelle persone e nelle circostanze per vivere il presente con consapevolezza.

In iKairos, il tempo impiegato nell’incontro e nella relazione è quello più autentico, quello di maggiore qualità, speso per riconoscere ed immergersi nella complessità del reale e prestare attenzione agli altri.

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Il Manifesto di iKairos

L’Associazione si pone l’obiettivo di creare una comunità aperta di persone, che desiderano vivere pienamente e consapevolmente la propria esistenza e che mirano ad un equilibrio personale e collettivo.
La convinzione centrale è che ogni persona, nella sua unicità e specialità, può tendere, se vuole, a un continuo progresso personale e mentale. Perché questo accada, e perché accada con una maggiore probabilità di successo, va riacceso l’interesse e l’orientamento alla socialità, alla mutualità, alla solidarietà, all’altruismo.
La cultura del consumismo, del performismo, dell’individualismo, dell’apparenza, scardina e mortifica il merito, la qualità dei rapporti, il vivere civile, il rispetto intelligente delle regole, la bellezza delle diversità, la cultura della mediazione come ricomposizione e rinnovamento di interessi di parte.
Per questo, l’Associazione confida in un semplice assunto: aiutare, affiancare, dispensare vicinanza, mettere a disposizione la propria esperienza, può diventare una scelta di ogni persona che voglia fare la propria parte per rendere il proprio mondo più bello, più giusto, più evoluto.
Dedicare tempo di qualità ad un’altra persona, specie se non fa parte di uno scambio conveniente o dovuto, può diventare la piccola grande rivoluzione, discreta e silenziosa, di tante persone per-bene, che vogliono credere, sognare, desiderare e sperare.

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“Chi regala le ore agli altri vive in eterno”

[Alda Merini]

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Primo anno di iKairos - Lettera del Presidente

Le date, le ricorrenze…
Convenzioni inventate dagli uomini.
Forse per la paura del futuro.
O forse solo per il bisogno, il piacere di ricordare, di riprovare un’emozione, di fermare il tempo.

IKairos ieri ha compiuto un anno.
Ho pensato di ricordarlo a me stesso e agli altri, il giorno dopo, oggi, il 2 giugno.
Il prossimo anno, proverò a farlo il 3 giugno.
E così via…
In fondo, convenzione per convenzione, questa sciocchezza mi ricorderà, anno dopo anno, con il kronos che scorre inesorabile e indifferente, che iKairos sara’ un po’ più grande, più matura, diversa.
Se raggiungeremo il 30 giugno, iKairos avrà compiuto 29 anni.
Chissà come sarà il mondo nel 2035…
Se ci arriverò, avrò 82 anni.
Quando si festeggerà il 15 luglio, iKairos avrà compiuto 44 anni.
Io dovrei avere 97 anni.
Comincio ad avere diversi dubbi…
Si, la ricerca fa progressi, non fumo, bevo poco, ma chissà…

Se e’ una buona idea e se avremo seminato bene, iKairos festeggerà i suoi 50 anni il 21 luglio.

Certamente, il 21 luglio 2066 osserverei i festeggiamenti da un luogo più tranquillo.
Sono sereno.
Non perché non abbia meritato l’inferno (in fondo in fondo non ho fatto niente di grave finora per finirci…), ma perché non esiste.
Me lo confido’ un mio carissimo amico, don Francesco, con cui ho condiviso, da adolescente, indimenticabili vacanze in splendidi ostelli di montagna.
“L’inferno e’ un’invenzione della Chiesa. Serve per mettere paura, per far sentire le persone sempre in difetto…”

iKairos e’ nata come nascono i sogni: da una visione, da un’utopia, dal desiderio di far accadere un cambiamento, dall’idea che il mondo e’ anche un po’ come lo vogliamo noi, un po’ come lo percepiamo noi, un po’ come lo amiamo noi.
Un po’.
Ma quel “po’”, se si è in tanti, beh, allora fa diventare quel sogno qualcosa di diverso.

Il tempo scorre.
Noi passiamo.
Ma possiamo diventare più consapevoli e più gentili.
Più in pace con se stessi e con gli altri.

IKairos non sarebbe nata, se accanto a me non ci fosse stata Silvia.
Non è solo una compagna di vita, la mamma dei miei figli.
Per poter sognare, bisogna essere almeno in due…
IKairos non è un impegno che si aggiunge agli altri.
È’ una visione, e le visioni si condividono con le persone che segnano la tua vita.

IKairos sarebbe sicuramente nata ma non avrebbe mosso i suoi passi senza i nostri primi compagni di viaggio.
Pierluigi, e poi Armando, Raffaela, Marisa, Caterina, Paolo, Eliana, Claudia, Fabio, Chiara…
E ancora Antonietta, Guglielmo, Paola, Monica, Marzia, Clara, Patrizia, Tina, Stefania, Fiorella, Laura, Tiziano, Giovanni, Marinella, Tania, Rita, Andrea, Maurizio, Marina, Angelo, Federico, Annalia, Raffaella, Antonio, Stefano, Mario…
Chiedo scusa a tutti gli altri, sarebbe un elenco lunghissimo: vi ho tutti presenti, decine, centinaia di persone belle, in gamba, per bene, alla ricerca quotidiana del senso della vita.
A Roma, la nostra città.
E a Torino, Milano, Genova, Firenze, Napoli…
Ma anche ad Ancona, a Palermo, a Venezia, a Terni, Pescara…

In questi mesi, mano a mano che l’Associazione muoveva i suoi primi passi, ho ascoltato e osservato le paure, i dubbi, le domande: ma perché fate questo? Cosa c’è dietro? Volete fare un partito? Una setta? Chi vi aiuta? Chi vi sostiene?
Ho simpatia e comprensione per chi si fa queste domande: me le farei anche io.
Ti aiutano, ti guidano, ti rafforzano.
Soprattutto, tengono a bada l’ego, il narcisismo, la tentazione di credere di salvare il mondo…

Abbiamo compiuto un anno.
Abbiamo mosso i primi passi.
Pochi.
Ancora pochi.
Ma abbiamo già assaporato il privilegio di vedere persone di tutte le età decidere e scegliere di incontrarsi, di formarsi, di interessarsi agli altri.

Sono i primi passi.
Ma ci fanno sorridere il cuore, come sorride un bimbo che sgambetta felice con le braccia aperte verso il suo futuro.

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[Ruggero Parrotto]